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Michel Odent, ABBRACCIAMOLO SUBITO! - I veri bisogni del bambino e della mamma, Red Edizioni.
La riscoperta degli istinti del neonato, comuni a tutti i mammiferi, getta luce nuova su tanti aspetti della vita umana, a cominciare dalla nascita.
Su quest’ultima scrive Michel Odent: «Tutti i mammiferi si isolano per mettere al mondo la loro prole: hanno bisogno di intimità. Per gli esseri umani è lo stesso». Anche la ricerca di contatto tra madre e figlio, il bisogno di sentire l’odore della madre… sono tratti naturali che vanno rispettati.
Ma la riflessione di Odent non si ferma qui. Nella sua tenace difesa del parto naturale, in opposizione alla prevaricante tecnologia, si cela una convinzione profonda e più vasta: riscoprire le origini animali dell’essere umano significa anche valorizzare i suoi istinti ‘ecologici’ in favore della conservazione della specie e della natura.
Michel Odent, uno degli iniziatori del movimento per la nascita senza violenza e del parto in acqua.
Dopo 23 anni spesi come primario di chirurgia nel piccolo ospedale francese di Pithiviers, fonda a Londra, nel 1985, il Primal Health Research Centre, specializzato nello studio degli effetti a lungo termine sulla salute delle modalità del parto, dei primi istanti di vita del neonato e della sua interazione con la madre. Oggi, alla sua attività di medico e ricercatore, unisce quella di insegnante in numerosi convegni e seminari in tutto il mondo. È autore di circa 50 articoli scientifici e di 11 libri, pubblicati in 21 lingue.
Shivam Rachana, LOTUS BIRTH: IL PARTO INTEGRALE. Nati con...la placenta!, Amrita Editore.
Prefazione di Michel Odent, pioniere del "parto naturale" e in particolare del "parto in acqua". Lotus Birth è un termine coniato nel 1979; è un metodo di parto che si va affermando nel mondo intero, una pratica antica che consiste nel non recidere il cordone ombelicale e nel lasciare il bambino collegato alla placenta dopo il secondamento, fino al distacco spontaneo, da tre a dieci giorni dopo la nascita. Il feto e la placenta si formano dalla stessa cellula, quindi sono una cosa sola; se non separato artificialmente da questa parte di se, il neonato godrà di un sistema immunitario più robusto, perché tutta la forza vitale contenuta nella placenta e una considerevole quantità di sangue potranno essergli trasmesse compiutamente attraverso il cordone. Anche i bambini che nascono con il cesareo possono beneficiarne. E’ stato dimostrato che il taglio prematuro del cordone, così come è praticato oggi, è un trauma; a riprova di ciò, i bambini che nascono con il Lotus Birth sono visibilmente sensibili al fatto che il cordone o la placenta vengano toccati: nel cordone deve esserci quindi ancora una forma percettiva. Inoltre, nel caso in cui la gravidanza sia accompagnata da traumi emotivi o stress per la mamma, i bimbi nati con il Lotus Birth non mostrano segni di stress residuo, sono calmi e ben centrati: insomma... nati con la placenta!
"Prender corpo significa affidarsi all’afflusso di sostanze nutritive provenienti dalla placenta attraverso il cordone ombelicale, il quale diventa il collegamento vitale da cui il bambino dipende. Il nuovo essere si apre al nutrimento che riceve da questa fonte.
Nei primissimi stadi dello sviluppo, in soli sei giorni di gestazione, già si
possono identificare nell’embrione umano trentamila proteine diverse.
La placenta è qualcosa di molto complesso, e non è affatto un semplice
ancoraggio del cordone ombelicale e nemmeno una sorta di “filtro” passivo attraverso cui le sostanze nutritive passano dalla madre al feto, come molti pensano: la placenta ha un suo metabolismo che regola le funzioni materne attraverso la produzione attiva di ormoni e selezionando il passaggio delle sostanze dalla madre al bambino, mantenendo l’equilibrio fra i due e tenendo al tempo stesso separate la circolazione sanguigna materna e quella fetale; è un organo estremamente intelligente, la cui funzione inizia dopo l’annidamento dell’ovulo, nel momento cruciale in cui l’embrione protrude una sorta di alveo nella parete dell’utero.
Questo stadio è importantissimo. L’utero materno accetta il feto, il quale si
impegna nel proprio sviluppo. È un evento intimo e personale che, alla fine di tale impegno, nove mesi più tardi, nel momento della nascita, si riporta a questo momento iniziale. È un impegno e un compimento, e può avere profonde implicazioni nel rapporto primario madre-figlio, costituendone la base organica.
La placenta si forma durante le prime dieci settimane di gravidanza, e al terzo mese è completamente matura. Essa trasmette sostanze nutritive al feto attraverso il cordone ombelicale e provvede allo smaltimento delle scorie: uno scambio bidirezionale che ha luogo attraverso i tre grandi vasi del cordone ombelicale.
Vi sono buone ragioni per non recidere il cordone, relative ai valori e al volume del sangue di cui il bambino verrebbe privato; altri fattori riguardano la vita emotiva del bambino e le implicazioni relative alla sua futura vita relazionale, e inoltre va considerato ciò che accade sul piano eterico e su quello del passaggio di energie.
La Lotus Birth riserva al corpo del bambino tutta l’attenzione necessaria,
assicurando che riceva interamente il sangue ricco di ossigeno e altamente nutritivo che è presente nel cordone. Se il cordone viene legato prima che cessi di pulsare, il bambino non riceve quella riserva di sangue (da 54 fino a 160 millilitri) contenuto nella placenta; la perdita di 30 millilitri di sangue in un neonato equivale alla perdita di 600 millilitri in un adulto. La prassi comune di recidere immediatamente il cordone prima che cessino le pulsazioni può privarlo fino a 160 millilitri di sangue (L’equivalente a una perdita emorragica di 1200 millilitri in un adulto), il che potrebbe spiegare lo strano fenomeno del calo ponderale nella maggioranza dei neonati, in cui il nuovo organismo è sottoposto improvvisamente a un’inutile situazione di stress dovuta alla riproduzione del sangue che gli è stato negato.
Ci sarebbe anche da chiedersi se l’improvvisa mancanza del sangue ricco di
ferro del cordone non sia una delle cause dell’anemia neonatale e dell’anemia infantile.
La placenta aiuta il fegato immaturo del neonato all’eliminazione delle tossine, giacché il pompaggio continua sino alla cessazione delle pulsazioni.
L’assenza di stress del nuovo organismo nutre il corpo emozionale, che fruisce dell’apporto ininterrotto di ossitocina (l’ormone dell’amore) fornito dalla placenta al posto dell’adrenalina che entra in funzione quando la sopravvivenza è in pericolo. Ciò dà al neonato un imprinting primario di benessere e beatitudine fin dalle prime percezioni sensoriali di luci, suoni, odori e sapori.
Quando si svuota del sangue che contiene, il cordone assume l’aspetto di un
bellissimo nastro piatto di colore argenteo. Ma la sua funzione continua ancora, perché l’energia vitale presente nella placenta continua ancora a trasferirsi attivamente nel bambino, finché il suo campo aurico è completo. In questo periodo, che può andare da tre ai sette giorni, il cordone assume una colorazione marrone e diventa friabile. Quando il completamento dell’aura è avvenuto, il cordone si stacca spontaneamente dall’ombelico: a questo punto la nascita detta “Lotus Birth” è conclusa.
Protocollo del Lotus Birth
- Attendete che la placenta venga espulsa naturalmente. Adagiatela in un
catino accanto al bambino.
- Lavate delicatamente la placenta con acqua tiepida togliendo ogni residuo
di sangue. Tamponatela con un panno assorbente.
- Ai bambini piace essere informati di ciò che state facendo, anche se pensate che non siano in grado di capire.
- La placenta va avvolta in un panno assorbente o introdotta in un sacchetto
da rinnovare ogni giorno. Inumidite il cordone.
- Assicuratevi che la distanza fra placenta e bambino sia tale da non tendere
il cordone.
- Coprite il bambino con un indumento ampio, aperto davanti.
- Se il cordone si secca lo si deve inumidire per ridargli la sua forma migliore.
- Non mettere al bambino pannolini troppo stretti. Meglio se lo adagiate su
una serie di pannolini: sarà più facile cambiarli.
- Durante questo periodo rispettate tranquillità e silenzio."
Erik Sidenbladh, NASCERE NELL'ACQUA. Gli straordinari vantaggi che può offrire l'elemento da cui viene la vita, Red Edizioni.
Questo libro illustra le esperienze condotte dal ricercatore russo Igor Tjarkovskij sui benefici che un contatto abituale con l’acqua, fin dal momento della nascita, può produrre sullo sviluppo psicofisico del bambino.
Attraverso immagini eccezionali e piene di fascino, interviste, testimonianze, contributi diversi, Nascere nell’acqua ci invita a conoscere e praticare questo straordinario approccio all’acquaticità: un metodo che desta interesse in tutto il mondo.
Venire al mondo nell’acqua è probabilmente il modo meno traumatico per distaccarsi dal corpo materno, per iniziare ad affrontare il mondo esterno. Il silenzio, il delicato massaggio sulla pelle, il calore, tutte sensazioni così simili a quelle della vita prima della nascita, favoriscono un ingresso nel mondo più ‘dolce’, più rispettoso dei bisogni del neonato.
Al tempo stesso anche per la madre, più rilassata, il parto può risultare più naturale, meno doloroso e più cosciente e istintivo.
Ma il libro non illustra solo il momento della nascita: indica nel rapporto costante con l’acqua (lo starci a lungo, il giocare, il nuotare, il muoversi, l’esplorare…) un modo efficace per favorire lo sviluppo psicofisico del bambino.
Erik Sidenbladh, naturopata, è nato nel 1946 a Stoccolma, in Svezia. Collabora con i più importanti quotidiani e periodici svedesi con articoli di carattere scientifico, letterario e religioso.
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